Questa classe di disturbi viene inserita nel manuale diagnostico DSM-5 (Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorders) all’interno della categoria diagnostica chiamata Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.
La caratteristica principale viene identificata nella presenza di un persistente disturbo dell’alimentazione che determina un alterato consumo o assorbimento di cibo che danneggia significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale.
Il nucleo psicopatologico centrale dei disturbi alimentari è caratterizzato da un’eccessiva valutazione della forma del corpo, del peso e del loro controllo.
I problemi alimentari possono essere tra i più vari, ma se ne possono individuare tre principali. Nel mio studio a Viareggio ti aiuto a capire, familiarizzare e curare questi problemi dell’alimentazione. Vediamone i sintomi uno per uno!
Ricorrenti episodi di abbuffata*, caratterizzate dai seguenti aspetti:
A. Mangiare, in un determinato periodo di tempo, una quantità di cibo significativamente maggiore a quella che la maggior parte degli individui mangerebbe in circostanze simili
B. Sensazione di perdere il controllo
(abbuffate e condotte compensatorie inappropriate devono essere presenti in media una volta a settimana per 3 mesi)
Ricorrenti episodi di abbuffate, caratterizzate dai seguenti aspetti:
A. Mangiare molto più rapidamente del normale
B. Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni
C. Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati
D. Mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando
E. Provare disgusto verso sé stessi, depressi o eccessivamente in colpa dopo l’episodi
Marcato disagio verso le abbuffate
Abbuffate presenti in media una volta a settimana per 3 mesi e non associate alla messa in atto di condotte compensatorie
Ho approfondito il disturbo da alimentazione incontrollata in un articolo del mioblog. Leggilo qui!
Non si conoscono ad oggi le specifiche cause dei disturbi alimentari.
Ci sono tuttavia alcuni fattori di rischio potenziali, sia genetici che ambientali tra cui:
Attualmente, il trattamento d’elezione per il disturbo del comportamento alimentare è quello di natura psicologica, nello specifico la Terapia Cognitivo Comportamentale Potenziata (CBT-E).
La terapia comportamentale focalizzata sulla psicopatologia del disturbo dell’alimentazione è un metodo molto strutturato ed è proprio quello che attuo io nel mio studio di Viareggio